
Oltre la porta – Percorsi, tutoraggio e comunità per restare a scuola
Oltre la porta nasce in un territorio che rischia di perdere i propri ragazzi prima ancora che diventino grandi. Nel Vallo di Diano, dove la dispersione scolastica sfiora picchi allarmanti, dove le opportunità sono poche e le strade sembrano già segnate, il progetto vuole riaprire possibilità, restituire fiducia, rimettere al centro i desideri e i talenti degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni. L’idea è semplice ma radicale: nessun giovane deve sentirsi solo, fuori posto o già in ritardo rispetto alla vita. Basta uno spazio che accoglie, uno sguardo che riconosce, un adulto che non molla la presa — e una comunità che cammina insieme.
Il progetto agisce dove il rischio è più alto, là dove il venir meno della motivazione scolastica si intreccia con fragilità familiari, povertà educativa e mancanza di reti sociali. Per questo Oltre la porta costruisce un patto tra scuola, famiglie e territorio, offrendo ai ragazzi un luogo nuovo, vivo, diverso da ciò a cui sono abituati. Non un “doposcuola assistenziale”, ma un contesto in cui provare, sbagliare, sperimentarsi, scoprirsi capaci.
Nel pomeriggio, quando spesso mancano alternative, i ragazzi trovano spazi dedicati allo studio, dove l’apprendimento diventa condiviso e non più solitario, dove il gruppo diventa sostegno e non giudizio. Accanto al rinforzo scolastico, prendono forma laboratori che toccano mente, emozioni e creatività: l’educazione socio–emotiva per dare nome alle emozioni e trasformarle in risorsa; la street art per lasciare un segno visibile nel proprio quartiere e riscriverne il paesaggio; il laboratorio NarrArti per trasformare esperienze e pensieri in immagini, parole e storie; il coding, il laboratorio digitale e il Creativity LED, che avvicinano i ragazzi al pensiero logico, alla tecnologia e alla filosofia STEM come strumenti di libertà, immaginazione e futuro.
Ma il progetto non si ferma ai ragazzi: Oltre la porta entra nelle pieghe delle relazioni che li sostengono. Attraverso il parent training, il supporto psicologico e i momenti di confronto del Relation Lab Café, le famiglie vengono accompagnate a riconoscere il proprio ruolo, a sentirsi meno sole, a collaborare con la scuola senza paura né diffidenza. Si ricuciono fiducia, dialogo e responsabilità condivise.
Tutto questo si regge su un metodo basato sulla partecipazione, sulle dinamiche di gruppo, sul cooperative learning, sull’educazione tra pari e sull’idea che si cresce davvero solo se lo si fa insieme. Perché prevenire la dispersione scolastica non significa “trattenere i ragazzi sui banchi a tutti i costi”, ma ridare senso alla scuola e alle relazioni, riaccendendo motivazione, appartenenza e visione.
Alla fine del percorso, ciò che Oltre la porta vuole lasciare è una comunità educante più forte, capace di non lasciare indietro nessuno. Vuole che i ragazzi del Vallo di Diano possano scegliere il proprio futuro senza sentirsi intrappolati nel presente, e che ogni porta, invece di chiudersi, torni ad aprirsi.


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